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22 März 2023

Der zweite Kontinent

 

https://www.drava.at/buch/der-zweite-kontinent/

Nicht britische Seefahrer unter James Cook, sondern habsburgische Marineure haben im ausgehenden 18. Jahrhundert die Terra Australis entdeckt. Österreich ist heute, im Mai 1968, eine euro-pazifische Monarchie. Die Welt steht im Zenit einer noch ungebrochenen Moderne; die Weltkriege fanden nicht statt.

Nach einer schlecht verwundenen Trennung gelangt der Kunsthistoriker Felix von Tóth als Mitglied einer Forschungsexpedition zunächst von Wien nach Triest. Den jungen Adligen aus abgestiegenem Hause hält nun nichts mehr in Europa. Er projiziert seine Hoffnungen stattdessen auf einen Neuanfang am Zweiten Kontinent. Während des dreitägigen Transits an der Adria begegnet er jedoch Lora und verliebt sich in die unkonventionelle Überseeische. Kurz vor seiner Abreise steht ihre Begegnung – wie auch die Zukunft von Austrialia – unter keinem guten Stern …

»Der Zweite Kontinent« behandelt Geschichte nicht als Friedhof der Zeit, sondern als einen Fundus an Fakten und Figuren, der auferweckt und neu arrangiert werden kann. Ereignisse lösen sich aus ihrer historischen Verankerung und fügen sich zu einer utopisch-flimmernden Parallelwelt, in der für einen Augenblick auch die Liebe möglich scheint. Ein Roman wie eine satirische Parabel auf unsere postfaktische Informationsgesellschaft; ein gewagtes Debüt, das die Dinge zum Tanzen bringt.

Alexander Keppel, geboren 1982 in Berlin. Studierte Kommunikationsdesign und Freie Kunst in Potsdam und Posen. Lebt seit 2015 in Wien. Betreibt den Blog »Der Luftraum« auf derstandard.at.

05 Juli 2022

Markus Grundtner

 

Markus Grundtner,

nato a Vienna nel 1985, è stato consulente legale del lavoro dello spettacolo presso un piccolo studio legale, e ora è un avvocato dell'Opera di Stato di Vienna, ma è sempre rimasto un autore.

È cresciuto nella Bassa Austria e nel Burgenland. Dal 2004 al 2014, ha completato due lauree in teatro, film e studio dei media e in legge (entrambi all'Università di Vienna). Oltre alla sua prima laurea, ha lavorato come giornalista culturale per vari media cartacei e online (tra cui Kurier, Profil, MovieGod.de, Celluloid). Dal 2015 al 2021, è stato tirocinante per il diritto del lavoro presso vari studi legali a Vienna. Attualmente è avvocato nel dipartimento legale dell'Opera di Stato di Vienna.

Dall'inizio della sua carriera legale, ha pubblicato prosa breve in riviste letterarie (tra cui: Am Erker, Die Rampe, DUM, erostepost, manuskripte, mosaik, &Radieschen e Podium) e in antologie. Per il contenuto dei suoi racconti, elabora esperienze della sua vita quotidiana, ma attinge in particolare alla giurisprudenza o al suo vocabolario e alle sue figure di pensiero come sistema di riferimento per trovare la sua propria forma letteraria.

Nella primavera del 2022 Markus Grundtner ha pubblicato il suo romanzo d'esordio "Die Dringlichkeit der Dinge" (L'urgenza delle cose) con la casa editrice di Graz “edition keiper”.

In questo libro, un romanzo “giudiziario” si interseca con un romanzo d’amore. Attraverso una lente giuridica si dipana una storia d'amore ambientata tra Vienna e Trieste. Il risultato è una nuova visione della società e dei sentimenti.
Da un lato c'è il viennese Mathias Gandt. In una graduatoria di avvocati da uno a dieci, Mathias ha ottenuto un punteggio di undici. Ma anche lui si innamora di Klaudia Antonini da Trieste. Mathias è all'inizio della sua vita professionale, avendo appena sostenuto un colloquio di lavoro in uno studio legale viennese. Klaudia è a un punto di svolta: insegnante di italiano e latino, vuole lavorare a Vienna come mediatrice letteraria e mettere su una famiglia che sostituisca quella perduta quando la madre morì e il padre divenne un solitario senza amore. Non avendo funzionato, Klaudia torna nella sua città natale. Lei, amante della vita, e lui, seguace della legge, si rendono subito conto che il romanticismo e la legge vanno difficilmente d'accordo, ma sperano, durante i loro turbolenti tentativi di ritrovarsi, di essere l'eccezione che conferma la regola.

Nel romanzo, Klaudia è sinonimo di vita, passione e amore. Presenta a Mathias "La coscienza di Zeno" di Italo Svevo. È il libro nel libro a cui il protagonista si dedica più volte nel corso della trama, ogni volta che ha un minuto libero per leggere e scoprire tutto ciò che non è nei suoi codici.
Klaudia lo definisce anche il loro libro per conoscersi meglio:

"Una parola nella notte è come un raggio di luce".
"Come mai?"
"Dal nostro libro di conoscenze".
"Dalla Coscienza di Zeno?".
"Esattamente. Alcuni hanno una canzone per farsi conoscere, noi abbiamo un libro per farci conoscere".

In preda alla follia, Mathias non solo incontra (e si innamora) di Klaudia, ma sbarca altrettanto rapidamente a Trieste. Essendo un futuro avvocato che pensa costantemente ai contratti, non è diverso da un mercante, quindi non sorprende che veda e descriva la città per la prima volta:

È risaputo che la prima impressione conta. La mia prima impressione di Trieste è quella di una città costruita dai commercianti per i commercianti. La cosa più bella che Trieste ha da offrire - l'ampia piazza principale con il molo a un'estremità e l'imponente municipio all'altra - viene messa in primo piano e finemente vestita, come in una vetrina. Dietro il municipio, la grandezza e la superbia continuano per uno o due vicoli. Ma qua e là le facciate si sgretolano. Sul selciato appaiono delle buche. La fragilità si diffonde, come le crepe in un dipinto.

Anche se nella sua prima visita si reca direttamente all'Arco di Riccardo - un luogo che ha un significato molto speciale per Klaudia - Mathias è in realtà interessato solo al Tribunale di Trieste, al che, Klaudia non può che rispondere: "È la tua prima volta qui e vuoi andare nell'edificio più grigio della città?".
"Sì,
andiamo al Tribunale di Trieste, per favore".
"Al Tribunale di Trieste - come
vuoi tu!".

Mathias non si rivela un caso così disperato. Sta migliorando. Ben presto, grazie a Klaudia, apprezza anche le cose belle, non solo della città e della letteratura, ma del mondo stesso. Allo stesso tempo, però, si confronta con i colpi del destino, la tristezza e l'imprevedibilità della vita. Conosce l'amaro e il dolce e si allontana gradualmente dall'aridità della professione legale.
In questo viaggio nel regno della legge e del romanticismo Trieste gioca un ruolo essenziale: per un uomo cerebrale è solo lì che il suo cuore inizia a battere.


Markus Grundtner,

geboren 1985 in Wien, war früher Arbeitsrechtler auf kleiner Kanzleibühne, und ist mittlerweile Jurist an der Wiener Staatsoper, aber immer Autor geblieben.

Er wuchs auf in Niederösterreich und im Burgenland. 2004 bis 2014 absolvierte er die zwei Studien Theater-, Film-, und Medienwissenschaft sowie Rechtswissenschaften (beide an der Universität Wien). Neben seinem Erststudium arbeitete er als Kulturjournalist bei verschiedenen Print- und Onlinemedien (u.a. Kurier, Profil, MovieGod.de, Celluloid). Von 2015 bis 2021 war er Konzipient für Arbeitsrecht in verschiedenen Kanzleien in Wien. Aktuell ist er Jurist an der Rechtsabteilung der Wiener Staatsoper.

Seit Beginn seiner juristischen Karriere veröffentlicht er Kurzprosa in Literaturmagazinen sowie in Literaturzeitschriften (u.a. in: Am Erker, Die Rampe, DUM, erostepost, manuskripte, mosaik, &Radieschen und Podium) und in Anthologien. Für die Inhalte seiner Geschichten verarbeitet er Erfahrungen aus seinem Alltag, zieht aber insbesondere die Juristerei bzw. deren Vokabular und Denkfiguren als Bezugssystem heran, um zu seiner ureigenen literarischen Form zu finden.

Im Frühling 2022 veröffentlichte er sein Romandebüt „Die Dringlichkeit der Dinge“ im Grazer Verlag edition keiper.

www.markus-grundtner.at


Die Dringlichkeit der Dinge

In diesem Buch kollidiert ein Anwaltsroman mit einem Beziehungsroman. Durch eine juristische Brille gesehen entspinnt sich eine Liebesgeschichte, die zwischen Wien und Triest spielt. So ergibt sich eine neue Sicht auf Gesellschaft und Gefühle.

Auf der einen Seite steht der Wiener Mathias Gandt. Auf einer Juristenskala von eins bis zehn trifft Mathias die Elf. Doch selbst er verliebt sich – in die Triestinerin Klaudia Antonini.

Mathias steht am Beginn seines Berufslebens, hatte gerade ein Bewerbungsgespräch in einer Wiener Kanzlei. Klaudia befindet sich an einem Wendepunkt: Eigentlich Lehrerin für Italienisch und Latein, wollte sie in Wien als Literaturvermittlerin arbeiten und eine Familie gründen – ein Ersatz für jene, die verloren ging, als ihre Mutter starb und ihr Vater liebloser Eigenbrötler wurde. Nichts davon hat geklappt, Klaudia fährt zurück in ihre Heimatstadt.

Sie, Liebhaberin des Lebens, und er, Getreuer der Gesetze, merken schnell, dass Romantik und Recht sich schwer vertragen, hoffen aber während ihres turbulenten Bemühens umeinander, dass sie als Paar die Ausnahme sind, welche die Regel bestätigt.

Im Roman steht Klaudia für Leben, Leidenschaft und Liebe. Sie macht Mathias mit „Zenos Gewissen“ von Italo Svevo vertraut. Es ist das Buch im Buch, dem sich der Protagonist im Laufe der Handlung immer wieder widmet, wenn er denn einmal eine freie Minute hat, um zu lesen und zu erfahren, was alles nicht in seinen Codices steht.

Klaudia nennt es auch ihr gemeinsames Kennenlernbuch:

»La parola nella notte è come un raggio di luce.«

»Was bedeutet das?«

»Ein Wort in der Nacht ist wie ein Lichtstrahl.«

»Woraus ist das?«

»Aus unserem Kennenlernbuch.«

»Aus Zenos Gewissen?«

»Genau. Manche haben ein Kennenlernlied, wir ein Kennenlernbuch.«

Hals über Kopf lernt Mathias nicht nur Klaudia kennen (und lieben), sondern er landet genauso rasch in Triest. Als ein werdender Anwalt, der ständig Verträge im Kopf hat, ist er gedanklich nicht weit weg von einem Kaufmann und daher verwundert es auch nicht, wie er die Stadt zum ersten Mal sieht und beschreibt:

Bekanntermaßen zählt der erste Eindruck. Mein erster Eindruck von Triest ist der einer Stadt, erbaut von Handelsleuten für Handelsleute. Das Schönste, was Triest zu bieten hat – der weitläufige Hauptplatz mit der Mole an einem Ende und dem imposanten Rathaus am anderen –, ist in den Vordergrund gerückt und fein herausgeputzt, wie in einer Geschäftsauslage. Hinter dem Rathaus setzen sich Erhabenheit und Geltungsdrang für ein oder zwei Gassen fort. Doch da und dort bröckeln die Fassaden ab. Löcher tauchen auf dem gepflasterten Gehweg auf. Sprödnis breitet sich aus, wie Risse auf einem Gemälde.

Zwar kommt er bei seinem ersten Besuch auch gleich zum Arco di Riccardo – ein Ort, der eine ganz besondere Bedeutung für Klaudia hat –, aber eigentlich interessiert sich Mathias nur für das Tribunale di Trieste, wozu Klaudia nur sagen kann:

»Du bist zum ersten Mal da und willst zum grauesten Gebäude der Stadt?«

»Ja, einmal zum Gericht von Triest, bitte.«

»Zum Tribunale di Trieste – wie du meinst!«

Doch Mathias stellt sich als gar so kein hoffnungsloser Fall heraus. Er bessert sich. Sehr bald schätzt er dank Klaudia auch die schönen Dinge, nicht nur an der Stadt und deren Literatur, sondern an der Welt an sich. Gleichermaßen wird er aber auch mit Schicksalsschlägen, Traurigkeit und der Unberechenbarkeit des Lebens konfrontiert. Er lernt das Bittere und das Süße kennen und entfernt sich allmählich von der Trockenheit der Juristerei.

In dieser Reise ins Reich von Recht und Romantik spielt Triest eine essentielle Rolle: Für einen verkopften Menschen beginnt erst dort sein Herz zu schlagen.


Die Dringlichkeit der Dinge. ISBN: 978-3-903322-55-4, 255 Seiten, edition keiper, Erscheinungsdatum: März 2022, https://www.editionkeiper.at/shop/produkt/die-dringlichkeit-der-dinge/

01 Juli 2022

Günter Neuwirth

 

Günter Neuwirth,

nato nel 1966, è cresciuto a Vienna. Dopo una formazione da ingegnere e gli studi di filosofia e di lingua e letteratura tedesca, si trasferisce a Graz per diversi anni. Oggi vive ai margini della foresta nella Koralpe stiriana. L'autore lavora come architetto dell'informazione presso l'Università Tecnica di Graz. Günter Neuwirth è autodidatta al pianoforte e durante gli studi si è esibito nei jazz club viennesi. Una fase creativa lo ha portato su numerosi palcoscenici di cabaret come solista. Dal 2008 pubblica romanzi, soprattutto gialli.

www.guenterneuwirth.at


Günter Neuwirth,

geboren 1966, wuchs in Wien auf. Nach einer Ausbildung zum Ingenieur und dem Studium der Philosophie und Germanistik zog es ihn für mehrere Jahre nach Graz. Heute wohnt er am Waldrand der steirischen Koralpe. Der Autor ist als Informationsarchitekt an der Technischen Universität Graz berufstätig. Günter Neuwirth ist Autodidakt am Piano und trat während des Studiums in Wiener Jazzclubs auf. Eine Schaffensphase führte ihn als Solokabarettist auf zahlreiche Kleinkunstbühnen. Seit 2008 publiziert er Romane, vornehmlich im Bereich Krimi.

www.guenterneuwirth.at


La trilogia “Trieste 1907”

Dampfer ab Triest (Il vapore da Trieste), pubblicato nel 2021, edizioni Gmeiner.

Caffè in Triest, pubblicato nel 2022, edizioni Gmeiner.

Sturm über Triest (Tempesta sopra Trieste), titolo provvisorio, pubblicazione prevista nel 2023, edizioni Gmeiner.


Dopo aver pubblicato dieci romanzi gialli ambientati nell'Austria del presente, ho maturato l'idea di riversare la mia passione per la storia della tecnologia, le mie conoscenze storiche e la mia fascinazione per il Litorale, in un nuovo progetto. A poco a poco si è formata una storia in cui ho potuto collegare la mia identità austriaca con la storia della città di Trieste. Alcuni punti erano chiari. Volevo ambientare la storia nel periodo di massimo splendore dell'Austria-Ungheria, quindi l'azione doveva svolgersi poco prima della Prima guerra mondiale. Poi ho voluto salpare sul leggendario piroscafo Thalia. E avevo bisogno di un personaggio principale con radici italiane e austriache. È così che è nato l'ispettore Bruno Zabini.

La madre di Bruno è una viennese di lingua tedesca che da giovane cameriera giunge a Trieste con il suo amante, conosce il funzionario Salvator Zabini e lo sposa poco dopo. Si preoccupava di insegnare ai figli il tedesco e l'italiano. Così la madrelingua di Bruno è il tedesco, quella del padre l'italiano. Bruno avrebbe voluto diventare ingegnere. È affascinato dalla scienza e dalla tecnologia, ma è anche molto attento alla cultura e alla lettura. Ha studiato per un anno a Graz con Hans Gross, l'inventore della moderna criminologia. Bruno è bello e, dato che cammina molto e pratica il canottaggio, molto atletico. È multilingue: italiano, tedesco, friulano, sloveno, francese. Bruno non è sposato, ma ha relazioni con due donne sposate. Ecco perché conduce una doppia vita: qui il poliziotto urbano e moderno, là l'amante segreto.

Ho creato una serie di personaggi intorno a Bruno per dare un'immagine variegata della pulsante città portuale. Nel 1907, Trieste era il porto più importante di un grande impero europeo. A Trieste vivevano e lavoravano persone di molte nazionalità. Voglio esprimere questa polifonia cosmopolita nei miei romanzi. Il periodo che va dal 1880 al 1914 è spesso chiamato Belle Époque. Voglio ricordare questo bellissimo passato e allo stesso tempo, naturalmente, guardare dietro le quinte delle conquiste culturali e portare alla luce le tensioni sociali che erano virulente in Austria-Ungheria.

La letteratura storica seria cerca di avvicinarsi alla storia fattuale nel maggior numero possibile di modi. Per me è importante creare personaggi e trame letterarie che siano realistiche e coerenti, ma naturalmente anche adatte a catturare il pubblico di lettori, a divertirlo e a farlo riflettere. Per molti dei miei lettori in Germania è sorprendente che la città italiana di Trieste fosse un tempo una città austriaca, che l'Austria avesse una marina mercantile e da guerra e che l'italiano fosse la lingua principale parlata sulle navi sotto la bandiera rosso-bianco-rossa.

Infine, Trieste è anche una delle città più importanti di un'area metropolitana dell'Europa centrale, la regione Alpe-Adria. Dopo che i Paesi e i popoli dell'Europa centrale si sono danneggiati a vicenda con guerre, odio e nazionalismo nel folle XX secolo, nel XXI si stanno creando legami d’amicizia tra i gruppi etnici, almeno qui. Se i miei romanzi, ambientati geograficamente e storicamente in un incrocio di culture e lingue, diventano piccoli ingranaggi di questo processo di civilizzazione, allora il mio lavoro ha raggiunto il suo scopo. Naturalmente, i libri devono anche essere eccitanti, densi di atmosfera, erotismo e pieni di piccole idee divertenti. Se voi, come autori, non potete rendere il mondo un posto migliore con la letteratura, potete renderlo un po' più piacevole e interessante con buoni romanzi.


Die Trilogie Triest 1907

Nach der Veröffentlichung von zehn Kriminalromanen, die in der Gegenwart in Österreich spielen, entwickelte ich die Idee, meine Leidenschaft für die Geschichte der Technik, meine historischen Kenntnisse und meine Faszination für das Küstenland in ein neues Projekt zu gießen. Nach und nach formte sich eine Geschichte, in der ich meine österreichische Identität mit der Geschichte der Stadt Triest vernetzen konnte. Ein paar Punkte waren klar. Ich wollte die Geschichte in der Hochblüte Österreich-Ungarns ansiedeln, also musste die Handlung knapp vor dem Ersten Weltkrieg spielen. Dann wollte ich mit dem legendären Dampfer Thalia in See stechen. Und ich brauchte eine Hauptfigur, die italienische und österreichische Wurzeln hat. So entstand Inspector Bruno Zabini.

Brunos Mutter ist deutschsprachige Wienerin, die als junge Dienstmagd mit ihrer Herrin nach Triest kam, den Beamten Salvator Zabini kennenlernte und wenig später heiratete. Brunos Mutter legte Wert darauf, ihren Kindern neben Italienisch, auch Deutsch beizubringen. So ist Brunos Muttersprache Deutsch, seine Vatersprache Italienisch. Bruno wäre gerne Ingenieur geworden. Er ist fasziniert von Naturwissenschaft und Technik, er ist auch sehr kulturaffin und belesen. Er hat ein Jahr in Graz bei Hans Gross studiert, dem Erfinder der modernen Kriminalistik. Bruno ist gutaussehend und da er viel zu Fuß geht und Rudersport betreibt, sehr sportlich. Er ist mehrsprachig: Italienisch, Deutsch, Friulanisch, Slowenisch, Französisch. Bruno ist unverheiratet, er unterhält Beziehungen zu zwei verheirateten Frauen. Deshalb führt er ein Doppelleben, hier der weltgewandte und moderne Polizist, dort der Liebhaber im Geheimen.

Rund um Bruno habe ich eine Reihe von Figuren entworfen, die ein vielfältiges Bild der pulsierenden Hafenstadt geben sollen. Triest war 1907 der wichtigste Hafen eines europäischen Großreiches. Menschen vieler Nationalitäten lebten und arbeiteten in Triest. Diese kosmopolitische Vielstimmigkeit will ich in meinen Romanen zum Ausdruck bringen. Die Zeit von 1880 bis 1914 wird häufig als Belle Époque bezeichnet. Diese schöne Vergangenheit will ich in Erinnerung rufen und gleichzeitig natürlich auch hinter die Kulissen der kulturellen Leistungen blicken und soziale Spannungen, die in Österreich-Ungarn virulent waren, zu Tage bringen.

Ernstzunehmende historische Literatur versucht sich der faktischen Geschichte möglichst vielfältig anzunähern. Mir ist es wichtig, in der Literatur Personen und Handlungen zu entwerfen, die realistisch und stimmig sind, die aber natürlich auch geeignet sind, das Lesepublikum zu ergreifen, zu unterhalten und zum Nachdenken anzuregen. Für viele meiner Leserinnen und Leser in Deutschland ist es überraschend, dass das italienische Triest einst eine österreichische Stadt war, dass Österreich über eine Handels- und Kriegsmarine verfügte und dass auf den Schiffen unter der rot-weiß-roten-Flagge hauptsächlich Italienisch gesprochen wurde.

Nicht zuletzt ist Triest auch eine der bedeutenden Städte eines mitteleuropäischen Großraumes, nämlich der Region Alpe-Adria. Nachdem im verrückten 20. Jahrhundert die mitteleuropäischen Länder und Völker sich in Krieg, Hass und Nationalismus gegenseitig geschadet haben, werden im 21. Jahrhundert zumindest hierorts freundschaftliche Verbindungen zwischen den Volksgruppen gesponnen. Wenn meine Romane, die ich geographisch und historisch an einen Schnittpunkt der Kulturen und Sprachen setze, kleine Zahnräder in diesem zivilisatorischen Prozess sind, dann hat sich die viele Arbeit gelohnt. Spannend, atmosphärisch dicht, erotisch und voller witziger kleiner Ideen sollen die Bücher natürlich auch sein. Wenn man als Autor mit Literatur schon die Welt nicht besser machen kann, so kann man sie doch durch gute Geschichten ein bisschen vergnüglicher und interessanter machen.


Die Trilogie Triest 1907

Dampfer ab Triest, Gmeiner Verlag, 2021, 471 Seiten, ISBN 978-3-8392-2800-5 https://www.gmeiner-verlag.de/buecher/titel/dampfer-ab-triest.html


Caffè in Triest, Gmeiner Verlag, 2022, 440 Seiten, ISBN 978-3-8392-0111-4 https://www.gmeiner-verlag.de/buecher/titel/caffe-in-triest.html


Sturm über Triest (Arbeitstitel), Gmeiner Verlag, geplant 2023.

23 Mai 2022

21.5.2022: Radio Agora, intervista su CTT, Premio Cergoly e Rassegna letteratura austriaca

 


Il 19 maggio 2022 siamo stati invitati dal Club Tre Popoli di Klagenfurt/Celovec a presentare il nostro Club, il Premio Cergoly 2022 e la Rassegna della letteratura austriaca contemporanea su Trieste e Litorale che si terrà il 17 e 18 giugno 2022.

La trasmissione è andata in onda sabato 21 maggio 2022 alle ore 19.00 dalle antenne di Radio Agora.

Moderatore: ing. Walter Wratschko, traduttrice: prof.ssa Eva Mayerthaler, ospiti: dr.ssa Giulia Stibiel presidentessa della giuria Premio Cergoly 2022, dr.ssa Andrea Nagele, scrittrice, Alessandro Sgambati, presidente del CTT.

Qui il link: http://cba.fro.at/558447

Buon divertimento!


Am 19. Mai 2022 wurden wir vom Club Tre Popoli Klagenfurt/Celovec eingeladen, unseren Klub, den Cergoly-Preis 2022 und den Querschnitt über zeitgenössische österreichische Literatur über Triest und das Küstenland vorzustellen, die am 17. und 18. Juni 2022 stattfinden wird.
Die Sendung wurde am Samstag, den 21. Mai 2022 um 19.00 Uhr über die Antennen von Radio Agora ausgestrahlt.
Moderation: Ing. Walter Wratschko, Übersetzerin: Prof. Eva Mayerthaler, Gäste: Dr. Giulia Stibiel Präsidentin der Jury Cergoly Preis 2022, Dr. Andrea Nagele, Schriftstellerin, Alessandro Sgambati, Präsident des CTT.


Hier ist der Link:http://cba.fro.at/558447

  Viel Spaß!

06 Mai 2022

5.5.2022: intervista su Radio Studio Erre

  

Presentazione "Rassegna di letteratura austriaca contemporanea su Trieste e Litorale" a cura di Alessandro Sgambati. Ospiti: il presidente di Club Touristi Triestini; gli/le scrittori/ici: Christine Casapicola, Andrea Nagele, Christian Klinger. Intervista di Tiziana Ovelli.

https://fb.watch/cQEakUnohV/

09 April 2022

17 e 18.6.2022: rassegna della letteratura austriaca contemporanea su TriesteTrstTriest / Überblick der zeitgenössischen österreichischen Literatur über Triest

 

In Austria vengono scritti ogni anno almeno cinque libri, di varia natura, su Trieste e il Litorale.

Quest’anno vogliamo essere testimoni di questi gesti d’amore per il nostro territorio, organizzando una piccola rassegna sulla letteratura austriaca contemporanea che vedrà la partecipazione di sei autrici e autori.

Possiamo tranquillamente dimenticare cinque secoli di storia comune! Andiamo a Trieste solo per bere un caffè in Piazza, visitare il castello di Miramar, godere del sole di primavera. Ci andiamo magari solo perché è lo sbocco al mare più vicino. Ma anche da una semplice frequentazione può nascere un legame intenso che ci aiuterà a costruire l’Europa di domani.


Programma


Venerdì 17 giugno 2022 ore 18:00 Circolo della stampa di Trieste, Corso Italia 13

- Christine Casapicola: Nächstes Jahr im Küstenland, Irgendwann im Küstenland, Wiedersehen im Küstenland;

- Andrea Nagele: Grado im Licht, Grado in Flammen, Grado nell’ombra, Grado nella tempesta, Sag mir, wen du hörst. Sag mir, wen du siehst. Sag mir, wer du bist;

- Günter Neuwirth: Dampfer ab Triest, Caffè in Triest.



Sabato 18 giugno 2022 ore 18:00 Caffè S. Marco, v. Donizetti

- Gregor Gatscher-Riedl: Triest. K.u.k. Sehnsuchtsort und Alt-Österreichs Hafen zur Welt, K. u. k. Sehnsuchtsort Istrien, Die k.u.k. Adria in Farbe, Alt-Österreich auf hoher See;

- Markus Grundtner: Die Dringlichkeit der Dinge;

- Christian Klinger: Blutschuld, Die Liebenden von der Piazza Oberdan, Ein Giro in Triest.


Organizzato da: Club Touristi Triestini, Circolo della stampa di Trieste, CulturArteffetto Tedesco Trieste, Antico Caffè S. Marco.

Con il patrocinio di: Consolato onorario d’Austria a Trieste, Città di Graz, Comune di Trieste, Club tre popoli Klagenfurt/Celovec.

Con la collaborazione di: Società triestina di cultura Maria Theresia, Associazione Italia-Austria.



Jedes Jahr werden in Österreich über fünf Bücher verschiedener Genres über Triest und das Küstenland geschrieben.

In diesem Jahr wollen wir diese "Liebesbeweise" gegenüber unserer Region mit  einem kleinen Literatur-Festival würdigen: An zwei Tagen präsentieren wir sechs AutorInnen, die uns einen Überblick der zeitgenössischen österreichischen Literatur geben.

Fünf Jahrhunderte gemeinsamer Geschichte ließen sich leicht vergessen! Wir fahren nach Triest, um auf der Piazza einen Kaffee zu trinken, das Schloss Miramar zu besuchen und die Frühlingssonne zu genießen. Als Österreicher fahren wir vielleicht hierher, weil Triest die nächstgelegene Stadt am Meer ist. Doch selbst aus einer flüchtigen Bekanntschaft kann eine intensive Bindung entstehen, mit deren Hilfe wir das Europa von morgen aufbauen.



Programm

Freitag, 17. Juni 2022, 18:00 Uhr Circolo della stampa di Trieste, Corso Italia 13


-
Christine Casapicola: Nächstes Jahr im Küstenland, Irgendwann im Küstenland, Wiedersehen im Küstenland;


-
Andrea Nagele: Grado im Licht, Grado in Flammen, Grado in den Schatten, Grado im Sturm, Sag mir, wen du hörst. Sag mir, wen du siehst. Sag mir, wer du bist;


-
Günter Neuwirth: Dampfer ab Triest, Caffè in Triest.


Samstag, 18. Juni 2022 um 18:00 Uhr Caffè S. Marco, v. Donizetti


-
Gregor Gatscher-Riedl: Triest K.u.k. Sehnsuchtsort und Alt-Österreichs Hafen zur Welt, K. u. k. Sehnsuchtsort Istrien, Die k.u.k. Adria in Farbe, Alt-Österreich auf hoher See;


-
Markus Grundtner: Die Dringlichkeit der Dinge;


-
Christian Klinger: Blutschuld, Die Liebenden von der Piazza Oberdan, Ein Giro in Triest.


Organisiert von: Club Touristi Triestini/Triestiner Touristenklub, Circolo della stampa di Trieste, CulturArteffetto Tedesco Trieste, Antico Caffè S. Marco.

Unter der Schirmherrschaft von: Honorarkonsulat von Österreich in Triest, Stadt Graz, Stadt Triest, Club tre popoli Klagenfurt/Celovec.

Unter Mitwirkung von:  Società triestina di cultura Maria Theresia, Associazione Italia-Austria.

12 März 2022

Ein Giro in Triest. Intervista a Christian Klinger.

(c) Paul Feuersänger für Picus Verlag
  

Perchè “Ein Giro in Triest”?

L’editore ed io abbiamo cercato un titolo che descrivesse un po’ il contenuto del libro. Nel 1914 c’è un investigatore, Gaetano Lamprecht (ispettore della polizia austro-ungarica, mezzo austrico e mezzo italiano), appassionato di ciclismo, ha una bicicletta italiana marca Bianchi e ha un grande sogno: essere ammesso alla gara del “Giro d’Italia”.

 

Di cosa parla il libro?

Il libro è ambientato negli ultimi giorni prima della Grande guerra. Dopo l’attentato di Sarajevo, Lamprecht viene incaricato di indagare sulle “cellule irredentiste” a Trieste. E’ già impegnato con un caso di un militare che pare essersi suicidato, ma Lamprecht non ci crede.


Com’è nata l’idea di scrivere “Ein Giro in Triest”?

Dopo il lavoro su il libro “Die Liebenden von der Piazza Oberdan” volevo restare a Trieste con la letteratura. Ho scritto alcuni gialli, ma so che esistono già tanti scrittori che scrivono libri su Trieste. Ho ideato allora un poliziotto “storico” anche perché dopo i “Liebenden” ho raccolto una piccola biblioteca sulla storia di Trieste. Inoltre, nel 2020 non esisteva ancora un giallo con protagonista un poliziotto austro-ungarico (non sapevo che Günter Neuwirth stesse lavorando a un progetto simile e più velocemente di me. (vedi “Dampfer ab Triest”)).


Pensa di far tradurre in italiano e in sloveno qualcuno dei suoi libri?

Sì, ma si deve trovare una casa editrice, non è facile. Vediamo come si sviluppano le cose.


Quante volte è stato a Trieste? Il Suo luogo preferito a Trieste?

Prima della pandemia ero a Trieste una volta al mese per alcuni giorni, ma a causa del covid-19 i miei viaggi a Trieste sono diventati rari; spero che si riprendano con frequanza dopo la crisi (ma ormai non si sa di quale crisi si sta parlando, perché ne comincia sempre una nuova!).

Ci sono tanti posti che amo a Trieste: per esempio Monte Grisa, Barcola, Piazza Cavana, ma come la maggior parte dei Triestini mi piace fare una passeggiata sul molo Audace (o già San Carlo).


Ha comprato casa a Trieste? Perchè?

Dalla mia giovinezza volevo prendere casa in Italia, ma ho conosciuto Trieste solo da cinquantenne. Alla mia prima visita la città mi ha” rifiutato”, non mi piaceva e forse nemmeno io sono piaciuto a Trieste. Ma dopo alcune visite successive, stiamo entrati in un nuovo rapporto fatto di rispetto e interesse. Dopo uno o due anni di visite frequenti e più lunghe mi è nato il desiderio di possedere una casa a Trieste, anche perché qui c’è l’accesso al mare più vicino a Vienna. E i costi non sono esorbitanti.


Quali sono gli altri suoi libri e quali ambientati nel Litorale?

Blutschuld, che è uscito in 2017: un investigatore privato, le ricerche per questo titolo mi hanno guidato anche sul triste tema della Risiera dei tempi bui del nazismo.

Nel 2020 usciva il mio libro sul Pino Robusti (“Die Liebenden von der Piazza Oberdan”), una storia che si svolge in un arco di tempo da i combattimenti sul Carso nel 1915, fino alla sua esecuzione nel 1945 (Pino, giovane studente, fu assassinato dai nazisti nella Risiera di Trieste).

Quest’anno è uscito “Un Giro a Trieste”.


Qual’è il libro che le ha dato maggior successo? E quello che Le è piaciuto di più scrivere?

Il libro su Pino Robusti. Ma era anche il libro più difficile da scrivere, perché c’era anche una responsabilità per la figura come autore, perché dovevo mescolare realtà con finzione. Il libro più divertente da scrivere è stato “Tote Vögel singen nicht” perché potevo scriverlo senza rispettare nessuno. (Il sospetto che deve provare la propria innocenza riguardo ad un omicidio è un avvocato che vive in solitudine, una persona molto particolare).


In Austria vengono pubblicati ogni anno libri, film e spettacoli che fanno riferimento a Trieste. Come spiega tanto interesse degli austriaci per la nostra città?

Perché Trieste è stata collegata con l’Austria per secoli, lo dico senza nostalgia per la monarchia. Anche oggi si può sentire che questo rapporto tra Trieste e le città di Vienna e Graz non è sparito totalmente.

Per noi austriaci Trieste resta per sempre il nostro porto.

04 März 2022

Die Dringlichkeit der Dinge

 

https://www.editionkeiper.at/shop/produkt/die-dringlichkeit-der-dinge/

 Es geht um die Liebe und das Recht, die Liebe zum Recht und das Recht auf Liebe. Ein junger Wiener Jurist lernt zufällig eine zehn Jahre ältere Lehrerin & Literaturliebhaberin (aus Triest) kennen, die schon einiges vom Leben gesehen hat (und darüber einigermaßen frustriert ist), worauf er sich auf seine eigentümliche Art um sie und ihre Probleme kümmert. Eigentümlich deshalb: Wenn es eine Juristenskala von eins bis zehn gibt, trifft er die Elf - bis ins Private hinein sieht er alles mit seiner juristischen Brille, artikuliert sich, handelt und verhält sich dementsprechend. Es ist eine Mischung aus Anwaltsroman (mit Kanzleialltag und Gerichtsszenen) und Liebes-/Beziehungsromanen (flott und dialogreich). Die Ursprungsidee war: Eine Liebesgeschichte mit einer juristischen Sprache erzählen - aber so trocken, wie sich das anhört, ist es dann nicht geworden am Ende. 

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2a rassegna letteratura austriaca su TRieSTe e Litorale: discorsi, articoli, filmati.

  Si è conclusa la seconda rassegna della letteratura austriaca contemporanea su TriesteTrstTriest e il Litorale. Essa si è sv...