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| (c) Paul Feuersänger für Picus Verlag |
Perchè
“Ein Giro in Triest”?
L’editore
ed io abbiamo cercato un titolo che descrivesse
un po’ il contenuto del libro. Nel 1914 c’è un investigatore,
Gaetano Lamprecht (ispettore della polizia austro-ungarica, mezzo
austrico e mezzo italiano), appassionato
di ciclismo, ha una
bicicletta italiana
marca Bianchi
e ha un grande sogno: essere ammesso alla gara del “Giro
d’Italia”.
Di
cosa parla il libro?
Il
libro è ambientato negli
ultimi giorni prima della Grande
guerra. Dopo l’attentato di Sarajevo, Lamprecht viene incaricato di
indagare
sulle
“cellule
irredentiste”
a Trieste. E’
già impegnato con un caso di un militare che pare essersi
suicidato, ma Lamprecht non ci crede.
Com’è
nata l’idea di scrivere “Ein Giro in Triest”?
Dopo
il lavoro su il libro “Die Liebenden von der Piazza Oberdan”
volevo
restare a Trieste con
la letteratura.
Ho scritto alcuni gialli, ma so che esistono già tanti scrittori che
scrivono libri su Trieste. Ho
ideato allora un poliziotto “storico” anche perché dopo i
“Liebenden” ho raccolto
una piccola biblioteca sulla
storia
di Trieste.
Inoltre,
nel
2020 non esisteva ancora un
giallo con protagonista
un poliziotto austro-ungarico
(non
sapevo che Günter
Neuwirth stesse
lavorando a
un progetto simile e più velocemente
di me. (vedi
“Dampfer ab Triest”)).
Pensa
di far tradurre in italiano e in sloveno qualcuno dei suoi libri?
Sì,
ma si deve trovare una casa editrice, non è facile. Vediamo
come si sviluppano le cose.
Quante
volte è stato a Trieste? Il Suo luogo
preferito a
Trieste?
Prima
della pandemia
ero a Trieste una volta al mese per alcuni giorni, ma a causa del
covid-19
i miei viaggi a Trieste sono diventati rari; spero che si riprendano
con frequanza
dopo la crisi (ma ormai
non
si sa di quale
crisi si sta parlando, perché ne comincia sempre
una nuova!).
Ci
sono tanti posti
che
amo a Trieste:
per esempio Monte Grisa, Barcola, Piazza Cavana, ma come la
maggior parte dei Triestini mi piace fare una passeggiata sul molo
Audace (o già San Carlo).
Ha
comprato casa a Trieste? Perchè?
Dalla
mia
giovinezza volevo prendere casa in Italia, ma ho conosciuto Trieste
solo
da cinquantenne.
Alla mia prima visita la città mi ha” rifiutato”, non mi
piaceva e forse nemmeno
io
sono piaciuto a Trieste. Ma dopo alcune visite successive,
stiamo entrati in un nuovo rapporto
fatto
di
rispetto e interesse.
Dopo uno
o due anni di visite frequenti
e più lunghe mi
è nato il desiderio di
possedere
una casa a
Trieste,
anche perché qui
c’è
l’accesso al mare più vicino a Vienna. E i costi non sono
esorbitanti.
Quali
sono gli altri suoi libri e quali ambientati nel Litorale?
Blutschuld,
che è uscito in 2017: un investigatore privato, le ricerche per
questo titolo mi hanno guidato anche sul triste tema della Risiera
dei tempi bui del nazismo.
Nel
2020
usciva il mio libro sul Pino Robusti (“Die Liebenden von der Piazza
Oberdan”), una storia che
si svolge in
un arco di tempo da i combattimenti sul
Carso
nel
1915, fino alla sua esecuzione nel 1945 (Pino,
giovane
studente, fu
assassinato
dai
nazisti
nella Risiera di
Trieste).
Quest’anno
è uscito “Un
Giro a Trieste”.
Qual’è
il libro che le ha dato maggior successo? E quello che Le è piaciuto
di più scrivere?
Il
libro su Pino Robusti.
Ma era anche il libro più difficile
da scrivere, perché c’era anche una responsabilità per la figura
come autore, perché dovevo mescolare realtà con finzione. Il libro
più
divertente
da scrivere è
stato
“Tote Vögel singen nicht” perché potevo scriverlo senza
rispettare
nessuno. (Il sospetto che deve provare la propria
innocenza riguardo
ad
un omicidio è un
avvocato
che vive in solitudine, una persona molto particolare).
In
Austria vengono pubblicati ogni anno libri, film e spettacoli che
fanno riferimento a Trieste. Come spiega tanto interesse degli
austriaci per la nostra città?
Perché
Trieste è
stata
collegata con
l’Austria per secoli, lo dico senza nostalgia per la monarchia.
Anche
oggi si può sentire che questo rapporto tra Trieste e le città di
Vienna e Graz non è sparito totalmente.
Per
noi austriaci Trieste resta per sempre il nostro porto.